Svegliarsi la mattina, alzarsi come uno zombie, aprire l'armadio, dare un'occhiata dentro e spulciare tra i vestiti. È una cosa che facciamo quotidianamente, no? Alle volte velocemente, prendendo la prima cosa che ci capita a tiro, altre volte scegliendo con cura (magari per fare i fighi con i colleghi o per far colpo su qualcuno).
Ma poi arriva il fatidico giorno in cui, non si sa perché (non sono state ancora scientificamente dimostrate le cause), si realizza questo soliloquio:
Uhm... Questo no.
Uhm... Questo no.
Questo nemmeno.
Ma che problemi avevo quando ho comprato questa cosa?
Questo è osceno!
Che bello questo: mannaggia! Non mi viene!!!
Questo è l'obbrobrio che mi ha fatto comprare mia madre
Questo non mi entra più: dovrei dimagrire.
Questo mi viene troppo largo: non sarò dimagrito troppo?
Non uscirò mai con questa cosa!
Questo è troppo leggero, questo è troppo pesante, questo è...TROPPO e basta!
Con questo sembrerei ridicolo, con quest'altro sembra che ho i fianchi, quest'altro non è abbastanza aderente...
NON HO NIENTE DA METTERE!! DEVO CAMBIARE TUTTOOOOO!!!
Il più delle volte, certi estremi propositi di cambiamento (che degenererebbero in cascate di vestiti giù dalla finestra o pire funerarie sul terrazzo) vengono stemperati a più miti provvedimenti da un portafoglio che piange, dalle mille spese più urgenti o semplicemente da un sonoro VAFFA, pronunciato appena riacquistiamo un minimo di lucidità e ci accorgiamo che, piangendo in ginocchio davanti le ante dell'armadio, abbiamo totalizzato un ritardo di 20 minuti.
E se a darci queste sensazioni non fossero (solo) i nostri vestiti? Se il desiderio di cambiare un po' tutto non coinvolgesse sono i nostri abiti?
Io sono un tipo abbastanza abitudinario: mi abituo lentamente ai cambiamenti, quindi solitamente, una volta entrato in una routine più o meno rigida, mantengo il ritmo abbastanza volentieri, concedendomi piccole deviazioni alla bisogna.
Eppure in quest'ultimo periodo, pensando anche alla laurea imminente e a quello che potrei scegliere di fare dopo, sento in me (forse per la prima volta in maniera così chiara) un certo desiderio di cambiamento.
Cosa vorrei cambiare? Tolta la possibilità che voglia gettare tutto alle ortiche per darmi alla carriera di Gogo Boy ed escludendo una qualsiasi inedita passione per la patata (no, non intendo il tubero), credo che forse vorrei tanto "cambiare aria".
Eppure in quest'ultimo periodo, pensando anche alla laurea imminente e a quello che potrei scegliere di fare dopo, sento in me (forse per la prima volta in maniera così chiara) un certo desiderio di cambiamento.
Cosa vorrei cambiare? Tolta la possibilità che voglia gettare tutto alle ortiche per darmi alla carriera di Gogo Boy ed escludendo una qualsiasi inedita passione per la patata (no, non intendo il tubero), credo che forse vorrei tanto "cambiare aria".
Sento come se Palermo, per adesso, non mi possa dare più di quanto mi abbia già dato: principi azzurri non se ne vedono (in compenso piovono rane, ranocchi, locuste e arroganti grilli come un remake delle piaghe d'Egitto) e anzi ho collezionato un bel po' di delusioni; stimoli non ce ne sono molti e ancor meno possibilità di lavoro (ma che mi è venuto in mente di fare il musicista?); e mi sembra di essere entrato in un loop, in cui ogni tentativo di vivere la città in maniera diversa è ostacolato da scarsa voglia o da qualche ostacolo (a scelta tra una lista ampia e sempre in aggiornamento). Insomma... mi trovo sempre allo stesso punto!
Forse è davvero ora di cambiare.
Certi percorsi di studio sarebbe il caso di farli qui, altri altrove. Rifletterò.
Nel frattempo, però, non potevo stare con le mani in mano!
L'armadio, per adesso, non è proprio il caso di rinnovarlo (non vorrei essere diseredato da mia madre) e ancora mi devo laureare, quindi niente cambio città.
Così mi sono occupato di un'altra cosa che sentivo il bisogno di rinnovare: ho dato un nuovo look al blog :)
E' stata davvero una faticaccia! Ho dovuto fare mille prove, scaricare un bel po' di immagini, fare mille modifiche. E fare la foto che c'è adesso nel titolo con l'autoscatto non è stata di certo una passeggiata.
Ebbene si, quello che vedete lì sopra sono io, il vostro Bussolotto Impazzito che cerca di raccapezzarsi nel trovare la giusta rotta nella mappa della sua vita (difficile trovarla, con una cartina messa al contrario...).
Spero che il nuovo look vi piaccia, che vi faccia sentire a vostro agio e comodi (volete un biscottino? Metto su il thè nel frattempo) per continuare a navigare insieme a me in questo profondo e arcano oceano che è la vita...
Per concludere, che dire? ...cambiate taglio di capelli, cambiate vestiti, cambiate scarpe, cambiate parrucchiere, cambiate colore, cambiate stile, cambiate blog (NO, QUELLO NO!). Ma ricordatevi che, qualsiasi look sceglierete, you're never fully dressed without a SMILE :D



















